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08/04/2020

Aspiratore di aerosol negli studi dentistici, come operare in sicurezza

A seguito all’emergenza coronavirus i dentisti e gli studi odontoiatrici si devono organizzare per lavorare in massima sicurezza in vista della fase 2; attrezzarsi per aspirare l’aerosol potenzialmente infetto durante gli interventi prima di respirarlo, è certamente una delle misure più importanti da adottare.

Aspiratore di aerosol negli studi dentistici, come operare in sicurezza

L’aspirazione dell’aerosol è ormai pratica indispensabile

A seguito della comparsa del coronavirus è tornato in primo piano per i dentisti il già noto problema del controllo del rischio di contagio causato dall’aerosol prodotto dalle turbine usate per molte manovre terapeutiche in ambito odontoiatrico.  E’ infatti noto che per chi opera sul paziente, sia esso odontoiatria o igienista, si presentano una serie di rischi biologici che derivano dal cosiddetto inquinamento da “aerosol” ovvero derivato dall’utilizzo di strumenti rotanti ed a ultrasuoni che rimuovono dal campo operatorio materiale solido, creando così una nebbiolina potenzialmente infetta e contaminante.

Tecnicamente occorre un’aspiratore di aerosol per evitarne la diffusione perché questo diffonde, tramite l’acqua di raffreddamento e l’aria che esce dalle turbine, una nuvola di oltre un metro di diametro contenente, tra altri composti, materiale biologico,  quindi virus e batteri.

Il pericolo contagio nel dettaglio

Il caso più di attualità è sicuramente quello legato al virus COVID-19 che, come sappiamo, è stato recentemente identificato più volte nella saliva dei pazienti infetti. Questa saliva è noto che può avere un ruolo decisivo nella trasmissione da uomo a uomo ed i dentisti con gli altri operatori sanitari possono, inconsapevolmente, operare su pazienti infetti ma non ancora diagnosticati con COVID-19, o a quelli che sono asintomatici. L’inalazione di particelle trasportate dall’aria e di aerosol prodotti durante le procedure odontoiatriche su pazienti con COVID-19 è quindi una situazione molto rischiosa a cui i dentisti sono direttamente esposti. E’ quindi di  fondamentale importanza che i dentisti perfezionino le strategie preventive per evitare l’infezione da COVID-19, concentrandosi sul posizionamento del paziente, sull’igiene delle mani e su tutti i dispositivi di protezione individuale (DPI).

L’aspiratore con captazione localizzata unica soluzione attiva efficace

Considerato quindi che il personale è già ampiamente dotato di dispositivi DPI, ovvero di una protezione “passiva” verso il rischio biologico, per ridurre ulteriormente questo rischio di infezione per il professionista si rende necessario passare ad una soluzione “attiva” ovvero che rimuova o riduca l’aerosol prima che raggiunga i DPI e potenzialmente le vie respiratorie. La tecnica è quella già utilizzata nei contesti industriali per proteggere le vie respiratorie dell’operatori e ampiamente indicata dalle linee guida legislative (Dgls 81/2008) e dalle più efficienti tecniche di abbattimento fumi e polveri. Occorre aspirare il più vicino possibile alla fonte, evitando quindi la dispersione dell’aerosol all’interno del laboratorio, quando poi diventa quasi impossibile abbatterlo.

Grazie a questa tecnologia, l’aspiratore di aerosol con il braccio aspirante mobile posizionato a 20-30 cm dalla bocca del paziente (una distanza tale da poter permettere i movimenti necessari) è in grado di convogliare il pericoloso residuo volatile di lavorazione lontano dalla zona operatoria per ridurre il massimo possibile il rischio di contagio degli operatori. L’aerosol aspirato viene poi filtrato con apparecchiatura adatta all’abbattimento di nebbie umide con efficienza finale HEPA H14 99,9% e poi reimmessa in ambiente depurata, oppure convogliata all’esterno a seconda delle necessità logistiche ed impiantistiche.

Quali requisiti deve avere l’aspiratore di aerosol di nuova generazione

Sono già presenti sul mercato diversi prodotti dedicati all’aspirazione dell’aerosol o delle esalazioni prodotte durante operazioni in ambito medicale. Tuttavia, nel caso specifico del rischio Covid-19, è di fondamentale importanza affrontare tecnicamente l’aspirazione e la filtrazione in modo più completo, analizzando a fondo tutte le componenti di questa “nuvola” inquinante.

  1. Potenza di aspirazione e dimensioni dell’aspiratore: niente più motorini da pochi Watt o scatolotte da 30 cm. L’aspiratore per la captazione efficace dell’aerosol potenzialmente infetto deve avere dimensioni adeguate come conseguenza della portata da aspirare, i nostri ingegneri consigliano almeno 400 mc/h.
  2. Dimensione del braccio aspirante e della cappa: i piccoli braccetti aspiranti da laboratorio non sono adeguati per una grande portata e fanno da “tappo” al depuratore. I tecnici progettisti sanno bene che il braccio deve avere tubazioni diametro 100mm per aspirare correttamente ed essere silenzioso.  La cappa deve poter aspirare in modo efficace a 20-30 cm dall’area di lavoro senza essere messa proprio “sopra” al paziente.
  3. Pre-abbattimento delle particelle umide: si tratta di una nebbia umida non secca, per questo motivo l’aspiratore di aerosol deve avere un primo stadio di separazione delle particelle umide, altrimenti queste arrivano direttamente al filtro assoluto che si rovina bagnandosi e quando si asciuga perde di efficienza. Diffidare da sistemi senza una vaschetta di raccolta da verificare periodicamente con possibilità di scarico.
  4. Filtrazione professionale a 4 stadi filtranti: il gioco si fa duro e con i virus non è più possibile avere sistemi “compatti” o “easy”. Servono filtrazioni multistadio come quelle utilizzate nelle centrali di trattamento aria per sale operatorie. Le particelle di coronavirus sono stimate con dimensioni tra 0,12 e 0,16 µm. Il filtro da utilizzare per la fase finale (a parte quella della parte umida) deve essere HEPA H14 in grado di fermare il 99.995% delle particelle pericolose presenti nell’aerosol.

Aspiratore di aerosol infetto:  nuove soluzioni tecniche progettate per il rischio COVID-19

E’ decisamente sconsigliato utilizzare aspiratori non specificatamente progettati per questa applicazione. Qui di seguito elenchiamo tre soluzioni che variano a seconda delle necessità operative e degli spazi disponibili di lavoro.

Aspiratore mobile su ruote con braccio autoportante, con pre-abbattimento della parte umida aspirata, filtrazione assoluta HEPA H14 99,995% e braccio con  cappa trasparente a sezione circolare.

Dimensioni indicative mm 510x660x780 H (senza braccio)
Portata nominale 400 mc/h
Peso kg 55
Potenza 180 Watt 220/1/50

Requisito importante: il braccio aspirante per garantire la portata nominale di 400 mc/h deve avere le tubazioni di diametro 100mm altrimenti la portata sarà ridotta ed il rumore elevato.

Vantaggi: Soluzione molto flessibile permette di spostare il depuratore nei diversi locali di lavoro

Contro: ingombro ulteriore da aggiungere a terra intorno alla zona operatoria

A questo link tutte le informazioni sull’aspiratore depuratore mobile.

Aspiratore da parete o soffitto con preabbattimento della parte umida aspirata, filtrazione assoluta HEPA H14 99,995%  e kit di collegamento a braccio aspirante autoportante fissato a soffitto o a parete, con  cappa trasparente a sezione circolare.

Dimensioni indicative mm 600x700x900 H (senza braccio)
Portata nominale 400 mc/h
Peso kg 60
Potenza 180 Watt 220/1/50

Requisito importante: il braccio aspirante, per garantire la portata nominale di 400 mc/h, deve avere le tubazioni di diametro 100mm altrimenti la portata sarà bassa e il rumore elevato.

Vantaggi: Nessun ingombro a terra, il braccio “scende” dal soffitto o viene esteso dalla parete in prossimità della zona operatoria.

Contro: Necessaria installazione per fissaggio a muro e collegamento elettrico alla rete

Impianto centralizzato di aspirazione aerosol

Soluzione destinata ai contesti dove si vuole aspirare da più unità convogliando in un’unica centrale di aspirazione e depurazione. Tecnicamente ogni postazione di lavoro viene attrezzata con un braccio aspirante fissato a soffitto, poi collegate ad un unica centrale di aspirazione e depurazione con abbattimento condensa umida e filtrazione assoluta HEPA H14 99,995%

Vantaggi: nessun aspiratore all’interno della zona di operazione, ideale per la progettazione di nuovi studi

Contro: difficilmente applicabile in retrofit, richiede passaggi in controsoffitto, opere murarie ed impiantistiche importanti.

aspirazione aerosol dentista soffitto

Raggi UV e carboni attivi inutili se non pericolsi per gli aspiratori

Ci sono già alcuni sistemi sul mercato che però non sono stati progettati per il trattamento dell’aerosol ed oltre a non risolvere la  problematica della parte umida già affrontata tecnicamente in questo articolo, spesso propongono filtrazioni aggiuntive con raggi UV – UVG o con pannelli a carbone attivo.

Occorre fare molta attenzione a queste caratteristiche tecniche perchè oltre ad essere inefficaci possono essere anche pericolose, qui di seguito le info specifiche:

  • Lampada a raggi UV inserita nell’aspiratore in modo da  “uccidere” il virus Covid-19 oltre che germi e batteri . Come ampiamente dimostrato dalla letteratura tecnica sulla filtrazione dell’aria, i raggi UV per poter essere efficaci nella sterilizzazione devono avere un tempo di esposizione lungo e non certamente meno di un secondo come avviene nei passaggi aria di filtri ed aspiratori.  Fonti: Wikipedia (vedere alla voce “applicazioni”: Per questo motivo, non è molto efficace sull’aria in movimento, quando la lampada è perpendicolare al flusso, dato che i tempi di esposizione sono drasticamente ridotti. ) e Ministero della salute / bufale sul Covid-19 
  • Carbone attivo utilizzato con un semplice pannellino filtrante: non serve a nulla. I carboni attivi sono utili ed efficienti per la deodorizzazione o la filtrazione di solventi organici, per poter lavorare in efficienza anche loro necessitano di tempi di contatto lunghi (Almeno un secondo) altrimenti i pori non hanno il tempo di “assorbire”. Molto importante, se utilizzati per applicazioni umide come l’aerosol possono diventare materiale utile all’aggregazione di funghi e batteri nei loro pori, con conseguente contaminazione dell’aria espulsa dall’aspiratore. Fonte: Wikipedia

 

Il nostro staff tecnico è a disposizione per raccogliere esigenze, richieste di preventivo o per dare consigli tecnici, è sufficiente compilare il modulo a fondo pagina e verrete ricontattati.

 

Links e crediti

L’effetto dell’aerosol nello studio odontoiatrico – Prof. Abati

Covid-19 e odontoiatria, analisi delle risorse

Filtrazione HEPA come funziona

 

 

 

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