Nelle officine meccaniche, nelle autorimesse, nelle stazioni di revisione, nei centri di collaudo e nelle aree di logistica interna, i veicoli funzionano a motore acceso in spazi chiusi o semicoperti. I gas di scarico che si accumulano rappresentano un pericolo grave e spesso sottovalutato: il monossido di carbonio (CO) è inodore e incolore, e può raggiungere concentrazioni letali senza che gli operatori se ne accorgano.
Questo capitolo analizza la composizione dei gas di scarico, i rischi per la salute (con particolare attenzione ai gas diesel, classificati cancerogeni), i valori limite di esposizione, le tipologie di sistemi di aspirazione alla marmitta e le buone pratiche per la ventilazione delle officine.
I gas di scarico dei motori a combustione interna sono una miscela complessa di centinaia di composti. I più rilevanti dal punto di vista della salute occupazionale sono:
| Inquinante | TLV-TWA ACGIH | TLV-STEL | Effetto sulla salute | Classificazione |
|---|---|---|---|---|
| CO (monossido di carbonio) | 25 ppm (29 mg/m³) | Asfissiante: riduce trasporto O₂ nel sangue | Tossico acuto | |
| NO₂ (biossido di azoto) | 0,2 ppm* | Irritante polmonare, edema polmonare | Tossico | |
| Particolato diesel (DEE/DPM) | Cancro polmone, effetti cardiovascolari | IARC GRUPPO 1 (cancerogeno certo) | ||
| IPA (idrocarburi policiclici aromatici) | Variabili per singolo IPA | Cancerogeni, mutageni | Diversi IARC Gr. 1, 2A, 2B | |
| Benzene | 0,5 ppm (1,6 mg/m³)* | 2,5 ppm | Leucemia, aplasia midollare | IARC Gruppo 1 |
| SO₂ (anidride solforosa) | —* | 0,25 ppm | Irritante vie respiratorie | Tossico |
| Formaldeide | 0,1 ppm (0,12 mg/m³) | 0,3 ppm | Irritante, cancerogeno | IARC Gruppo 1 |
* Valori ACGIH correnti: il TLV del NO₂ è stato ridotto a 0,2 ppm nel 2012 (il vecchio 3 ppm non è più valido); per l’SO₂ il TWA è stato ritirato e resta solo lo STEL di 0,25 ppm. I TLV dell’ACGIH sono riferimenti tecnici e non hanno valore di legge in Italia: i valori cogenti sono nella sezione seguente.
Gas di scarico diesel: cancerogeni certi dal 2012. L’IARC ha classificato le emissioni dei motori diesel nel Gruppo 1 (cancerogeni certi per l’uomo, Monografia 105, 2012). Il particolato diesel (DPM) e gli IPA associati sono tra i principali responsabili.
Questo significa che il DVR deve applicare il Capo II del Titolo IX del D.Lgs. 81/08 (cancerogeni) per gli addetti esposti a gas diesel in officina: registro esposti, sorveglianza sanitaria rafforzata, riduzione esposizione al minimo.
Il CO è il pericolo acuto più insidioso: è inodore, incolore e insapore. A concentrazioni di 200 ppm produce mal di testa e vertigini dopo 2-3 ore; a 400 ppm mal di testa frontale entro 1-2 ore; a 800 ppm vertigini, nausea e convulsioni entro 45 minuti; a 1.600 ppm morte entro 2 ore. Un motore a benzina in un garage chiuso può generare concentrazioni letali in pochi minuti.
I motori diesel producono meno CO rispetto ai benzina, ma molto più particolato e NO₂. Con la crescente diffusione dei veicoli elettrici, il rischio CO si ridurrà ma il problema del particolato da freni e pneumatici resterà.

I valori della tabella precedente sono TLV dell’ACGIH, utili come riferimento tecnico ma privi di valore di legge in Italia. I valori cogenti sono quelli degli Allegati XXXVIII e XLIII del D.Lgs. 81/08, entrambi sostituiti dal D.Lgs. 135/2024. Per i gas di scarico sono questi.
| Agente | VLEP 8 ore | Breve termine | Note |
|---|---|---|---|
| Emissioni di gas di scarico dei motori diesel | 0,05 mg/m³ | Misurate come carbonio elementare. È il valore che riguarda direttamente l’officina | |
| Monossido di carbonio | 23 mg/m³ (20 ppm) | 117 mg/m³ (100 ppm) | In Allegato XLIII: è classificato tossico per la riproduzione |
| Biossido di azoto | 0,96 mg/m³ (0,5 ppm) | 1,91 mg/m³ (1 ppm) | Allegato XXXVIII |
| Monossido di azoto | 2,5 mg/m³ (2 ppm) | Allegato XXXVIII | |
| Benzene | 0,66 mg/m³ (0,2 ppm) | Notazione cute. Il valore transitorio di 0,5 ppm è scaduto il 5 aprile 2026 | |
| Formaldeide | 0,37 mg/m³ (0,3 ppm) | 0,74 mg/m³ (0,6 ppm) | Sensibilizzazione cutanea |
| Anidride solforosa | 1,3 mg/m³ (0,5 ppm) | 2,7 mg/m³ (1 ppm) | Allegato XXXVIII |
| Miscele di IPA con benzo[a]pirene | nessun valore numerico | In Allegato XLIII con la sola notazione cute |
Il dato da tenere a mente è il primo: dal 21 febbraio 2023 le emissioni di gas di scarico dei motori diesel hanno un valore limite proprio, 0,05 mg/m³ misurato come carbonio elementare, e sono in Allegato XLIII tra i cancerogeni. Non è più possibile trattare il diesel in officina come un fastidio odoroso: è un agente cancerogeno con un limite numerico da rispettare, e si applica il Capo II del Titolo IX. La tabella completa dei valori cogenti è nel Cap. 16, sez. 16.3.

Il D.Lgs. 81/08, Art. 225, prescrive l’adozione di misure di protezione collettiva alla fonte del rischio. Per le officine, questo si traduce nell’obbligo di aspirazione dei gas di scarico direttamente dalla marmitta del veicolo e di espulsione all’esterno. La ventilazione generale del locale è complementare ma non sostitutiva dell’aspirazione localizzata (cfr. Cap. 5 per i principi di captazione alla fonte).
Le linee guida della Regione Emilia-Romagna (“Buone pratiche per la riduzione dell’esposizione a gas di scarico diesel nelle attività di autofficina”, 2023) specificano: captare il più vicino possibile alla fonte, utilizzare sistemi che si collegano direttamente al terminale di scarico, garantire l’espulsione continua durante tutto il tempo di funzionamento del motore.
I sistemi di aspirazione per gas di scarico si collegano direttamente al terminale di scarico (marmitta) del veicolo e convogliano i gas all’esterno tramite un ventilatore. La scelta del sistema dipende dal layout dell’officina, dal numero di postazioni e dal tipo di veicoli trattati.
L’arrotolatore è la soluzione più pratica per officine con poche postazioni. Comprende: un tamburo con molla che avvolge la tubazione flessibile (tipicamente 8-10 m), un aspiratore centrifugo integrato, e una bocchetta (cono) che si collega alla marmitta. Si installa a parete, a colonna o a soffitto. Quando il veicolo esce, la tubazione si riavvolge automaticamente. Portata tipica: 150-300 m³/h per postazione.
Per officine con più postazioni allineate, il sistema a binario consente a più tubazioni di scorrere lungo un binario a soffitto, collegato a un collettore principale con ventilatore centralizzato. Ogni postazione ha la propria calata con arrotolatore o tubo fisso. Portata: dimensionata sul numero di postazioni attive contemporaneamente (fattore di contemporaneità, come per gli impianti centralizzati del Cap. 4, sez. 4.5).
Nelle officine di nuova costruzione o nelle stazioni di revisione, il sistema sottopavimento aspira i gas tramite griglie a pavimento collegate a canali interrati. È la soluzione più “pulita” visivamente ma richiede interventi strutturali significativi.
Per postazioni non fisse o interventi occasionali (soccorso stradale, aree di transito), l’aspiratore mobile su carrello con tubo flessibile consente la captazione dove serve. Non richiede installazione fissa. Portata tipica: 200-500 m³/h.
| Sistema | Installazione | N. postazioni | Portata tipica | Ideale per |
|---|---|---|---|---|
| Arrotolatore a parete | Semplice (tasselli) | 1-2 per unità | 150-300 m³/h | Officina piccola, elettrauto |
| Binario a soffitto | Media (struttura) | 4-12+ | Centralizzato 1.500-5.000 m³/h | Officina media, concessionaria |
| Sottopavimento | Complessa (canali interrati) | Multipla | Centralizzato | Nuova costruz., revisione |
| Mobile su carrello | Nessuna | 1 (mobile) | 200-500 m³/h | Soccorso, aree transito |

La portata per singola postazione deve essere sufficiente a catturare l’intero volume dei gas di scarico. Per autovetture: 150-300 m³/h. Per veicoli commerciali leggeri: 300-500 m³/h. Per veicoli pesanti, bus e mezzi speciali: 500-1.000 m³/h. Il diametro della tubazione flessibile deve corrispondere al diametro del terminale di scarico: tipicamente 75-100 mm per autovetture, 100-150 mm per veicoli pesanti.
I gas di scarico escono dalla marmitta a temperature che possono superare i 300-400 °C nei motori a benzina appena avviati e 200-300 °C nei diesel. La tubazione flessibile deve essere resistente alle alte temperature: le tubazioni standard in PVC non sono adatte. Si utilizzano tubazioni in silicone rinforzato, in neoprene ad alta temperatura o in acciaio inox flessibile per le applicazioni più gravose.
La lunghezza della tubazione (tipicamente 8-12 m per arrotolatore) e le curve generano perdite di carico che riducono la portata effettiva. Il ventilatore deve essere dimensionato per la portata richiesta alle perdite di carico reali del circuito. Per lunghe distanze (sistemi centralizzati), il calcolo delle perdite di carico è essenziale. Il punto di espulsione all’esterno segue le regole del Cap. 3: posizione rispetto a finestre e prese d’aria, e attenzione al rumore (sez. 3.4.8), dato che gli aspiratori lavorano spesso vicino ad aree urbane.
L’aspirazione localizzata alla marmitta risolve il problema alla fonte, ma la ventilazione generale del locale resta necessaria per diluire gli inquinanti residui e garantire il ricambio d’aria. La UNI 10339 prevede per le officine meccaniche un ricambio d’aria di 5-8 volumi/ora, da aumentare in funzione del numero di veicoli presenti contemporaneamente (il Cap. 9 approfondisce la ventilazione generale).
Attenzione: la ventilazione generale da sola, senza aspirazione localizzata, non è sufficiente. Le portate necessarie per diluire i gas di scarico a concentrazioni sicure sarebbero enormi (decine di migliaia di m³/h anche per una sola postazione), con costi energetici insostenibili. La strategia corretta è: aspirazione localizzata alla marmitta + ventilazione generale per il residuo.
Regola pratica per le officine:
La crescente diffusione di veicoli elettrici e ibridi sta cambiando il profilo di rischio delle officine. I veicoli elettrici non producono gas di scarico in fase di marcia, ma restano alcuni rischi: emissioni da impianto frenante e pneumatici (particolato non di scarico), esalazioni da batterie al litio in caso di danno o surriscaldamento (acido fluoridrico, CO, COV), e la coesistenza con veicoli termici durante la fase di transizione.
Per le officine che trattano veicoli elettrici, la ventilazione forzata resta necessaria come presidio per le emergenze (thermal runaway batterie) e per le lavorazioni che generano polveri e fumi (saldatura, verniciatura carrozzeria).
Accessori gas di scarico (arrotolatori, bocchette, tubazioni) — Arrotolatori con aspiratore incorporato per installazione a parete/soffitto. Tubazioni resistenti alle alte temperature. Bocchette universali e specifiche per veicoli pesanti. secureair.it/categoria-prodotto/gas-di-scarico/
Aspiratore mobile FVS — Ventilazione forzata su carrello per spazi confinati e postazioni non fisse. Portata regolabile, ruote pivottanti. secureair.it/categoria-prodotto/aspiratori-fumi/
Le soluzioni tecniche e le portate indicate hanno carattere orientativo. Il dimensionamento deve tenere conto del numero e del tipo di veicoli, della frequenza di utilizzo, del layout dell’officina e delle condizioni di ventilazione naturale. Per officine con esposizione a gas diesel, il DVR deve applicare le prescrizioni per i cancerogeni (Capo II Titolo IX D.Lgs. 81/08).
Chiudiamo con un po’ di leggerezza — ma solo nella forma. Dieci errori classici nella gestione dei gas di scarico: se vi riconoscete in qualcuno, siete in buona compagnia. L’importante è rimediare — con il CO, prima che se ne accorga qualcuno.
La morale: quasi tutti gli inquinanti di questa guida si annunciano: si vedono, si sentono, pungono il naso. Il CO no. È l’unico caso in cui l’impianto di aspirazione e il rilevatore sono letteralmente gli unici sensi che avete.
Sì. L’Art. 225 del D.Lgs. 81/08 prescrive misure di protezione collettiva alla fonte del rischio. Per le officine, questo significa aspirazione dei gas di scarico direttamente dalla marmitta. La sola ventilazione generale non è sufficiente. Inoltre, i gas diesel sono cancerogeni certi (IARC Gruppo 1): si applicano gli obblighi del Capo II Titolo IX (cancerogeni).
Per un’autovettura: 150-300 m³/h per postazione. Per veicoli commerciali leggeri: 300-500 m³/h. Per veicoli pesanti e bus: 500-1.000 m³/h. La portata deve essere verificata in funzione del diametro della marmitta e della lunghezza della tubazione (perdite di carico).
Non è formalmente obbligatorio dalla normativa generale, ma è fortemente raccomandato dalle linee guida ASL e dalle buone pratiche di settore. Il CO è inodore: senza rilevatore, l’unico segnale di esposizione è il malessere dell’operatore, che a quel punto potrebbe già essere in pericolo. Soglia di allarme consigliata: 35 ppm (valore di intervento).
Sì, ed è recente: 0,05 mg/m³ misurato come carbonio elementare, in Allegato XLIII del D.Lgs. 81/08. È un valore basso, che in un’officina con movimentazione frequente di veicoli non si rispetta con la sola ventilazione generale: serve captazione alla fonte sul tubo di scarico. Trattandosi di un agente cancerogeno (IARC Gruppo 1 dal 2012), oltre al limite si applica l’obbligo di riduzione al livello tecnicamente più basso possibile, con registro degli esposti e sorveglianza sanitaria.
No, e per tre motivi. Il primo è fisico: la diluizione richiede portate enormi per abbattere concentrazioni che alla fonte sono migliaia di volte superiori al limite. Il secondo è normativo: l’Art. 225 impone la captazione alla fonte come misura prioritaria, e la ventilazione generale è complementare, non alternativa. Il terzo è pratico: d’inverno il portone resta chiuso, ed è esattamente la stagione in cui i motori vengono tenuti accesi più a lungo per riscaldarsi.
Le principali norme e riferimenti per i temi trattati in questo capitolo.
| Codice | Titolo | Anno | Rilevanza |
|---|---|---|---|
| D.Lgs. 81/08 Art. 225 | Misure specifiche di protezione – Aspirazione alla fonte | 2008 | Sez. 8.2 |
| D.Lgs. 81/08 Tit. IX Capo II | Protezione agenti cancerogeni – Registro esposti | 2008 | Sez. 8.1 |
| IARC Monografia 105 | Gas di scarico motori diesel – Gruppo 1 (cancerogeni certi) | 2012 | Sez. 8.1 |
| Dir. 2017/164 e 2022/431 | VLEP UE recepiti: CO, NO₂, benzene (v. sez. 8.1.2) | 2017/2022 | Sez. 8.1 |
| UNI 10339 | Impianti aeraulici – Classificazione, requisiti, ricambi aria | 1995 | Sez. 8.5 |
| Regione ER – Buone pratiche | Riduzione esposizione gas diesel in autofficina | 2023 | Sez. 8.2 |
| D.Lgs. 135/2024 | Sostituzione degli Allegati XXXVIII e XLIII – valori limite | 2024 | Sez. 8.1.2 |
| D.Lgs. 81/08 All. XLIII | Valore limite gas di scarico diesel: 0,05 mg/m³ (carbonio elementare) | 2008 | Sez. 8.1.2 |
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