Dopo aver compreso i rischi (Cap. 1-4), le tecniche di captazione (Cap. 5), le lavorazioni specifiche (Cap. 6-10), il rischio incendio/esplosione (Cap. 11) e la manutenzione (Cap. 12), è il momento di mettere insieme tutti i pezzi e scegliere il sistema di aspirazione e depurazione più adatto alla propria azienda.
Questo capitolo funziona come un configuratore narrativo: guida l’RSPP e il titolare d’azienda attraverso le domande chiave che determinano la scelta del sistema, e rimanda ai capitoli di approfondimento per ciascun aspetto.
La scelta del sistema si basa su 7 domande fondamentali, in ordine logico:
1. Quale inquinante? Fumi metallici (saldatura), polveri (molatura), COV (verniciatura), nebbie oleose (CNC), gas di scarico? Ogni inquinante richiede una tecnologia di filtrazione specifica.
2. Quante postazioni? Una sola (aspiratore singolo) o più postazioni (sistema centralizzato o aspiratori multipli)? Le postazioni lavorano contemporaneamente o in alternanza?
3. I pezzi sono mobili o fissi? Se i pezzi vengono portati alla postazione (banco saldatura), un sistema fisso va bene. Se è l’operatore a spostarsi sul pezzo (carpenteria pesante), serve un sistema mobile o distribuito.
4. Ricircolo o espulsione? (cfr. Cap. 3, sez. 3.5). Il ricircolo risparmia energia ma richiede filtrazione W3 e accettazione dell’ente locale. L’espulsione richiede camino, autorizzazione e attenzione al rumore al punto di emissione.
5. C’è rischio ATEX? Polveri combustibili (Al, legno, plastica) o vapori infiammabili (solventi) richiedono apparecchiature certificate e sistemi di protezione (cfr. Cap. 11).
6. Quale portata? Determinata dal tipo di captazione (cfr. Cap. 5), dal numero di postazioni attive contemporaneamente, e dalla velocità di trasporto nei condotti (cfr. Cap. 6 e sez. 13.5).
7. Quale budget? Il costo del sistema va confrontato con il costo del non-sistema: sanzioni, fermi produzione, malattie professionali, assenteismo (cfr. sez. 13.6).

Prima di scegliere un dispositivo, va analizzato il posto di lavoro. Il metodo proposto dalla CARSAT (l’ente francese di prevenzione, cfr. Cap. 4 e 5) struttura l’analisi su quattro aree — è lo stesso schema usato per la valutazione del rischio nel DVR, applicato qui alla progettazione:
| Area | Che cosa osservare |
|---|---|
| Processo | Tecnica di lavorazione (MIG/MAG, TIG, molatura, taglio…), materiali e consumabili, quantità di inquinante generata, durata e frequenza dei cicli. |
| Pezzi | Dimensioni, peso, forma (semplice o complessa), mobilità: il pezzo va alla postazione o l’operatore va al pezzo? La geometria del pezzo determina se la cappa riesce a stare vicino alla sorgente. |
| Operatore | Posizioni di lavoro, posture, spostamenti durante il ciclo, posizione della testa rispetto al pennacchio, disponibilità a riposizionare il captatore (il braccio funziona solo se viene spostato). |
| Postazione | Layout, spazi disponibili, correnti d’aria (portoni, ventilatori di raffrescamento), vicinanza ad altre lavorazioni, possibilità di installare condotte fisse. |
Sulle quattro aree si innesta il percorso di progettazione in quattro passi, sempre da CARSAT:
1. Analisi dell’attività — con il coinvolgimento di operatore, capo reparto, specialista di ventilazione e RSPP: chi lavora alla postazione conosce vincoli che nessun sopralluogo rivela.
2. Scelta del dispositivo e capitolato — torcia aspirante, braccio, banco, cabina o cassone (cfr. Cap. 5, sez. 5.3), con i requisiti scritti: portate, velocità di cattura, classe di filtrazione.
3. Dimensionamento aeraulico — portata, perdite di carico, ventilatore (sez. 13.5 e Cap. 9).
4. Validazione — verifica in campo con anemometro e fialette fumogene secondo lo schema ASL CN2 (cfr. Cap. 5, sez. 5.8, e Cap. 12, sez. 12.6): la scelta non è finita finché la cattura non è misurata.
Il criterio che decide quasi tutto: la domanda “i pezzi sono mobili o fissi?” e la disponibilità dell’operatore a riposizionare il captatore valgono più di qualsiasi scheda tecnica: un braccio aspirante eccellente, lasciato fermo a un metro dalla saldatura, cattura meno di un banco aspirante mediocre usato correttamente.
La tabella seguente collega la lavorazione al tipo di sistema consigliato, con rimando ai capitoli di approfondimento e ai prodotti SecureAir.
| Lavorazione | Inquinante principale | Sistema consigliato | Filtrazione | Cap. Wiki |
|---|---|---|---|---|
| Saldatura MIG/MAG (1-2 postazioni) | Fumi metallici (IARC Gr. 1) | Aspiratore carrellato + braccio | W3 / HEPA H13 | Cap. 4, 5 |
| Saldatura (4-12 postazioni) | Fumi metallici | Centralizzato + bracci + serrande | Cartucce/maniche + HEPA opzionale | Cap. 4, 5, 9 |
| Saldatura elettronica (stagno) | Fumi colofonia + Pb/Sn | Braccio LAB + depuratore VLAB | HEPA + carbone attivo | Cap. 4 (4.1.3) |
| Molatura / sbavatura | Polveri metalliche abrasive | Banco aspirante o carrellato DFC | Cartucce pulizia automatica | Cap. 6 |
| Verniciatura a spruzzo | COV + overspray | Cabina EN 16985 (WFP/WFPN) | Filtri a secco + carboni attivi | Cap. 7 |
| Gas di scarico officina | CO, NOx, particolato diesel | Arrotolatore alla marmitta | Espulsione diretta (no filtrazione) | Cap. 8 |
| CNC / rettifica (nebbie oleose) | Nebbie olio minerale | Aspiratore bordo macchina SOIL | Coalescente multistadio | Cap. 10 |
| Laboratorio (chimico, R&D) | COV, reagenti, fumi saldatura | Cappa EN 14175 o braccio LAB | Filtrazione molecolare | Cap. 9 (9.5) |
| Polveri esplosive (Al, legno, plastica) | Polveri combustibili | Depolveratore ATEX DFC11NBTX | Cartucce antistatiche | Cap. 6, 11 |
| Comfort termico (capannone) | N/A (calore/freddo) | Ventilatore HVLS + destratificatore | N/A | Cap. 9 |
La scelta tra sistema individuale (un aspiratore per postazione) e centralizzato (un depolveratore per più postazioni) dipende da numero di postazioni, contemporaneità d’uso e layout dell’officina.
| Parametro | Aspiratore singolo | Sistema centralizzato |
|---|---|---|
| Postazioni | 1-2 | 4-20+ |
| Flessibilità | Alta (mobile, riposizionabile) | Bassa (fisso, rete condotte) |
| Installazione | Immediata (plug & play) | Progettazione + installazione |
| Costo iniziale | Basso per unità | Alto, ma economia di scala |
| Manutenzione | Distribuita (n unità) | Centralizzata (1 punto) |
| Risparmio energetico | No (ogni unità consuma) | Sì (serrande + inverter) |
| Resilienza | Alta (guasto 1 = solo 1 fermo) | Bassa (guasto = tutto fermo) |
La regola pratica: fino a 3-4 postazioni, gli aspiratori singoli carrellati sono più economici e flessibili. Oltre le 5-6 postazioni, il centralizzato diventa competitivo, soprattutto se le postazioni non lavorano tutte contemporaneamente (parzializzazione con serrande + inverter).

Il dimensionamento vero è compito del progettista (cfr. Cap. 5 e 9). Ma tre numeri permettono a chi acquista di verificare la plausibilità di un’offerta prima di firmare.
1. La portata per dispositivo
Ogni tipologia di captazione ha un ordine di grandezza consolidato di portata; la verifica formale della portata minima è oggetto della UNI EN ISO 21904-4 per i fumi di saldatura:
| Dispositivo | Portata indicativa | Condizione di efficacia |
|---|---|---|
| Torcia aspirante | ~300 m³/h per torcia | Cattura alla sorgente; verifica secondo ISO 21904-3 |
| Braccio aspirante | 700-1.500 m³/h | Bocca a max 30-40 cm dalla sorgente, riposizionata dall’operatore |
| Banco aspirante | ~2.000 m³/h per metro di larghezza | Pezzi entro ~60 cm dal fronte aspirante |
| Cabina / cassone | Elevata (dipende dalla sezione) | Velocità frontale adeguata; operatore fuori dal pennacchio |
Un’offerta con un braccio da 400 m³/h o un banco largo 2 metri servito da 1.500 m³/h non torna: i numeri vanno confrontati con questi ordini di grandezza (fonti: CARSAT, PMP ASL CN2 — cfr. Cap. 5).
2. La contemporaneità
La portata di progetto di un centralizzato non è la somma di tutte le postazioni, ma delle postazioni attive contemporaneamente. Esempio: 6 bracci da 1.200 m³/h con al massimo 4 saldatori operativi insieme → portata di progetto 4.800 m³/h (più margine), con serrande automatiche sulle postazioni ferme e inverter sul ventilatore. Dimensionare per 7.200 m³/h significa pagare un ventilatore, condotte e consumi maggiorati del 50% senza alcun beneficio di cattura.
3. La velocità di trasporto nei condotti
Le polveri devono restare in sospensione nei condotti: la velocità minima di trasporto va da 15 m/s per le polveri fini di carteggiatura fino a 23 m/s per i trucioli grossolani, con valori consigliati che arrivano a 28-30 m/s (tabella completa nel Cap. 6, sez. 6.4); oltre i 28 m/s la rumorosità diventa critica. Dalla portata e dalla velocità discende il diametro: se in offerta i diametri non sono giustificati da questo calcolo, chiedere il dimensionamento. Velocità troppo basse = depositi in condotta (e, per polveri combustibili, accumuli pericolosi — cfr. Cap. 11); troppo alte = rumore e usura.

L’errore classico: il ventilatore sovradimensionato. “Più grande è, meglio aspira” è l’errore più costoso (cfr. Cap. 5, sez. 5.7): un ventilatore sovradimensionato non migliora la cattura — che dipende dalla velocità alla cappa e dalla distanza dalla sorgente — ma aumenta consumi, rumore e usura, e spesso lavora fuori dal punto di rendimento ottimale. La cattura si progetta alla cappa, non al motore.
La scelta del sistema deve considerare il costo totale di proprietà (TCO): si valuta su 3-5 anni per il confronto con il costo del non-sistema e fino a 10 anni per la vita utile dell’impianto.
Costo d’acquisto e installazione: il prezzo dell’apparecchiatura più condotte, quadro elettrico, camino ed eventuale silenziatore (se espulsione), pratiche autorizzative.
Costo energetico: il ventilatore funziona 2.000-4.000 ore/anno. Un sistema sovradimensionato consuma inutilmente. Un sistema con ricircolo risparmia 5.000-15.000 €/anno di riscaldamento (cfr. Cap. 3).
Costo di manutenzione: filtri (500-2.000 €/anno), aria compressa per la pulizia a impulsi, manodopera per le verifiche, analisi al camino se espulsione (500-1.500 €/anno) — cfr. Cap. 12.
Costo del non-sistema: sanzioni (2.740-7.014 € per violazione Art. 225), fermo produzione per guasto (3.000-8.000 €/giorno), malattie professionali e assenteismo (costi indiretti 3-5 volte i costi diretti), danno reputazionale.

Il costo del non-sistema supera sempre il costo del sistema: un aspiratore carrellato per saldatura costa 3.000-6.000 €. Una sanzione per mancata aspirazione alla fonte: 2.740-7.014 €. Un giorno di fermo per guasto senza ricambio: 3.000-8.000 €. Una malattia professionale da fumi: costi indiretti 30.000-80.000 € in 5 anni.
Il sistema si ripaga da solo già nell’evitare la prima sanzione.
Da percorrere con l’offerta in mano, prima dell’ordine. Ogni punto rimanda al capitolo dove approfondire.
| N. | Verifica | Dove approfondire |
|---|---|---|
| 1 | Inquinante caratterizzato: schede di sicurezza, processo, eventuale classificazione della polvere (Kst, se combustibile) | Cap. 2, 4, 6, 11 |
| 2 | Numero di postazioni e contemporaneità effettiva definiti per iscritto | Sez. 13.4, 13.5 |
| 3 | Dispositivo di captazione scelto in base all’analisi della postazione (metodo CARSAT), non al catalogo | Sez. 13.2, Cap. 5 |
| 4 | Portate per dispositivo coerenti con gli ordini di grandezza (torcia / braccio / banco) | Sez. 13.5, Cap. 5 |
| 5 | Ricircolo o espulsione deciso e, se ricircolo, condizioni verificate (W3, monitoraggio, ente locale) | Cap. 3, sez. 3.5 |
| 6 | Classe di filtrazione adeguata (W3 / HEPA / M-H / carboni) per inquinante e destinazione aria | Cap. 4, 6, 7, 10 |
| 7 | Rischio ATEX valutato: zone classificate, apparecchiature in categoria, protezioni previste | Cap. 11 |
| 8 | Velocità di trasporto e diametri condotte giustificati nel dimensionamento | Sez. 13.5, Cap. 6 |
| 9 | Se espulsione: camino conforme, punti di prelievo accessibili, autorizzazione (Art. 269/272) individuata, rumore al punto di emissione verificato (limiti acustici e ricettori vicini) | Cap. 3 |
| 10 | Compensazione aria prevista (l’aria estratta va reintegrata, riscaldata in inverno) | Cap. 5 (5.8), Cap. 9 |
| 11 | TCO calcolato: energia, filtri, manutenzione, analisi — e chi fa la manutenzione (interna/esterna) | Sez. 13.6, Cap. 12 |
| 12 | Ricambi critici disponibili e tempi di consegna dichiarati; manuale d’uso e manutenzione in italiano | Cap. 12 (12.9) |
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La scelta del sistema richiede l’analisi delle condizioni operative specifiche. Le indicazioni in questo capitolo hanno carattere orientativo. SecureAir offre un servizio di consulenza tecnica gratuita per il dimensionamento: secureair.it/contatti/
Le autorizzazioni generali regionali incidono direttamente sulla scelta: limiti emissivi, tipologie di sistemi di abbattimento ammessi per ciascuna lavorazione (le schede tecniche degli allegati regionali, es. depolveratore a cartucce, coalescenza, precipitatore elettrostatico), soglie di attività e prescrizioni di manutenzione variano da regione a regione. Prima di definire la configurazione, verificare l’allegato tecnico applicabile nella propria regione (cfr. Cap. 15) — un sistema perfetto tecnicamente ma non compreso tra quelli ammessi dall’autorizzazione generale obbliga alla procedura ordinaria ex Art. 269.
Dieci errori visti davvero in fase di scelta e acquisto, raccontati come li racconterebbe chi li ha commessi.
La morale: nessuno di questi errori nasce dal voler risparmiare in sé: nasce dal confondere il prezzo con il costo e il catalogo con il progetto. Le 7 domande, il metodo CARSAT e la checklist in 12 punti esistono esattamente per questo — trasformare un acquisto in una scelta.
Fino a 3-4 postazioni, il carrellato è più economico e flessibile. Oltre le 5-6, il centralizzato con serrande e inverter diventa competitivo, soprattutto se non tutte le postazioni lavorano contemporaneamente. La resilienza è un fattore: con i carrellati, il guasto di uno non ferma gli altri.
Un aspiratore carrellato con braccio per 1-2 postazioni: 3.000-6.000 €. Un sistema centralizzato per 6-10 postazioni: 15.000-40.000 € (incluse condotte, serrande, quadro). Il costo va confrontato con il TCO su 5-10 anni e con il costo del non-sistema.
Energeticamente sì (risparmio riscaldamento 5.000-15.000 €/anno). Ma il ricircolo richiede filtrazione W3 (costo iniziale più alto), monitoraggio continuo, e soprattutto accettazione dell’ente locale (cfr. Cap. 3, sez. 3.5). Per agenti cancerogeni, molti SPSAL non lo accettano. Valutare caso per caso con l’ufficio tecnico SecureAir.
L’ordine di grandezza consolidato è 700-1.500 m³/h per braccio, con una condizione che vale più della portata: la bocca deve stare a non più di 30-40 cm dalla sorgente ed essere riposizionata dall’operatore man mano che il lavoro avanza. Un braccio da 1.500 m³/h lasciato a un metro cattura meno di uno da 900 m³/h usato bene. La verifica formale della portata minima è oggetto della UNI EN ISO 21904-4.
Tecnicamente le due lavorazioni sono spesso compatibili sullo stesso depolveratore (polveri e fumi metallici, filtrazione a cartucce), ma la rete condivisa va progettata: la molatura genera scintille che viaggiano in condotta verso il filtro, quindi servono valutazione del rischio d’innesco ed eventuali protezioni (spark detection, cfr. Cap. 11 e 12). Mai condividere la rete con lavorazioni che generano nebbie oleose o COV senza uno studio specifico: i depositi in condotta diventano carico d’incendio (Cap. 11, sez. 11.2.5).
Questo capitolo integra le norme trattate nei capitoli precedenti; qui la tabella essenziale per la fase di scelta — per il quadro completo, consultare le tabelle normative dei singoli capitoli.
| Codice | Titolo | Anno | Rilevanza |
|---|---|---|---|
| D.Lgs. 81/08 Art. 225 | Aspirazione alla fonte come misura prioritaria – base dell’obbligo di scelta | 2008 | Sez. 13.1, 13.6 |
| UNI EN ISO 21904-4 | Portata minima dei dispositivi di cattura fumi di saldatura – verifica | 2020 | Sez. 13.5 |
| UNI EN ISO 21904-2 | Classi di efficienza di separazione W1/W2/W3 | 2020 | Sez. 13.7 (punto 6) |
| UNI 11304-1 | Depolveratori a secco a matrice filtrante – requisiti prestazionali e di progettazione | 2008 | Sez. 13.3, 13.4 |
| UNI EN 16985 | Cabine di verniciatura – requisiti di sicurezza | 2019 | Sez. 13.3 |
| D.Lgs. 152/06 Parte V | Autorizzazioni alle emissioni (Art. 269, 272) – vincolo sulla configurazione | 2006 | Sez. 13.7 (punto 9) |
| D.Lgs. 135/2024 | Valori limite di esposizione – Allegati XXXVIII e XLIII sostituiti | 2024 | Cap. 16 sez. 16.3 |
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