Questo capitolo chiude la Wiki e serve da strumento di consultazione rapida: le definizioni dei termini usati negli altri quindici capitoli, le sigle, i valori limite di esposizione professionale vigenti in Italia, l’elenco delle norme tecniche citate e un indice analitico che, partendo da un problema concreto, rimanda al capitolo giusto.
È pensato per essere letto in ordine sparso, cercando la voce che serve nel momento in cui serve — in mezzo a una valutazione del rischio, alla lettura di un’offerta o alla preparazione di una domanda di adesione.
Le definizioni sono operative: spiegano il termine come viene usato in questa Wiki e nella pratica impiantistica, non come formula di legge. Dove il termine ha una definizione normativa, è indicata la fonte.
| Termine | Definizione |
|---|---|
| Abbattimento | Rimozione degli inquinanti dall’aria aspirata prima dell’emissione in atmosfera. Le tecnologie principali sono filtrazione a secco, coalescenza, elettrostatica, adsorbimento su carboni attivi, lavaggio ad umido e combustione (Cap. 15 sez. 15.11.2). |
| ACG / AVG | Autorizzazione di carattere generale (o in via generale) alle emissioni in atmosfera, ex Art. 272 commi 2 e 3 del D.Lgs. 152/06: un provvedimento standard a cui l’azienda aderisce invece di chiedere l’autorizzazione ordinaria (Cap. 15). |
| Adsorbimento | Fissazione delle molecole di gas o vapore sulla superficie di un solido poroso, tipicamente carbone attivo. È il principio dell’abbattimento dei COV a concentrazioni medio-basse (Cap. 7). |
| Aria di compensazione | Aria immessa in ambiente per sostituire quella estratta dagli impianti di aspirazione. Se manca, l’ambiente va in depressione, le portate reali crollano e i camini tirano male (Cap. 5 e 9). |
| Aspirazione localizzata | Captazione dell’inquinante nel punto in cui viene generato, prima che si disperda nell’ambiente. È la misura richiesta in via prioritaria dall’Art. 225 del D.Lgs. 81/08 e dagli allegati regionali (Cap. 5). |
| ATEX | Dal francese “ATmosphères EXplosibles”. Indica due regimi distinti: la Direttiva 2014/34/UE sui prodotti destinati ad aree esplosive e il D.Lgs. 81/08 Titolo XI (Direttiva 1999/92/CE) sugli obblighi del datore di lavoro nei luoghi di lavoro (Cap. 11 e 7 sez. 7.4.1). |
| Bilancio di massa | Metodo per dimostrare il rispetto dei limiti COV confrontando i solventi entrati nel ciclo con quelli emessi, invece di misurare al camino. Ammesso da diversi allegati regionali come alternativa all’analisi (Cap. 7 e 15). |
| Braccio aspirante | Condotto snodato con cappa terminale posizionabile dall’operatore vicino alla sorgente. Portate tipiche 700-1500 m³/h; efficace solo se la cappa resta entro una distanza pari a circa il diametro utile (Cap. 4 e 5). |
| Cabina di verniciatura | Struttura rigida delimitata da pareti che forma un volume parzialmente o totalmente chiuso per l’applicazione controllata a spruzzo (UNI EN 16985, punto 3.1.1). È una macchina: la classificazione ATEX del suo volume interno spetta al fabbricante (Cap. 7 sez. 7.4.1). |
| Camino | Punto di emissione convogliata in atmosfera. Deve avere punti di prelievo accessibili in sicurezza e identificazione univoca (Cap. 3 e 15 sez. 15.11.4). |
| Cappa flangiata | Cappa dotata di bordo perimetrale che impedisce il richiamo di aria dal retro. A parità di portata aumenta la velocità utile davanti alla bocca di circa il 25% (Cap. 5). |
| Carboni attivi | Carbone ad altissima superficie specifica usato per adsorbire COV e odori. Si satura: senza un piano di sostituzione o rigenerazione l’abbattimento cessa senza segnali visibili (Cap. 7 e 12). |
| Ciclone | Separatore inerziale che sfrutta la forza centrifuga per rimuovere le particelle più grossolane. Usato quasi sempre come prestadio a monte del filtro, non come depuratore finale (Cap. 6). |
| Coalescenza | Aggregazione di goccioline fini in gocce più grandi che precipitano per gravità. È il principio dei filtri per nebbie oleose (Cap. 10). |
| COV | Composti organici volatili: sostanze organiche che evaporano a temperatura ambiente. Principali fonti industriali: solventi di vernici, collanti, sgrassanti e sigillanti (Cap. 7). |
| Decadimento della velocità | Riduzione rapidissima della velocità dell’aria allontanandosi dalla bocca di una cappa: a una distanza pari al diametro resta circa il 10% della velocità, a due diametri circa l’1% (Cap. 5). |
| Depressione | Pressione inferiore a quella atmosferica. In cabina o in un locale confinato garantisce che l’aria contaminata non fuoriesca verso le zone pulite (Cap. 7 e 9). |
| Documento sulla protezione contro le esplosioni | Documento previsto dall’Art. 294 del D.Lgs. 81/08 in cui il datore di lavoro riporta la valutazione del rischio esplosione, la classificazione delle zone e le misure adottate (Cap. 11). |
| Efficienza di captazione | Frazione dell’inquinante generato che il sistema riesce effettivamente a catturare. L’Emilia-Romagna prescrive un minimo del 90% per la saldatura (Cap. 15). |
| Emissione convogliata | Emissione che avviene attraverso un punto definito (camino o condotto). Si contrappone all’emissione diffusa, non convogliabile in un punto specifico (Cap. 3). |
| Emissione diffusa | Emissione non convogliata, che si disperde direttamente in ambiente o all’esterno. Alcuni allegati regionali la regolamentano con formule di flusso massimo (Cap. 3 e 15). |
| Filtro a cartucce | Elemento filtrante plissettato ad alta superficie in poco ingombro, con pulizia a getto d’aria compressa in controcorrente. Standard per fumi di saldatura e polveri fini (Cap. 4 e 6). |
| Filtro a maniche | Filtro a tessuto costituito da maniche cilindriche, adatto a portate elevate e polveri abbondanti (Cap. 6). |
| Flusso di massa | Quantità di inquinante emessa nell’unità di tempo (g/h o kg/h), pari a concentrazione per portata. Alcuni limiti sono espressi come flusso di massa e non come concentrazione (Cap. 3). |
| Frazione inalabile | Frazione di polvere aerodispersa che può essere inspirata dal naso e dalla bocca. È la frazione a cui si riferiscono molti valori limite (Cap. 16 sez. 16.3.1). |
| Frazione respirabile | Frazione più fine, capace di raggiungere gli alveoli polmonari. I valori limite espressi su questa frazione sono di norma più bassi (Cap. 16 sez. 16.3.1). |
| Fumi di saldatura | Aerosol di particelle ultrafini generate dalla condensazione dei vapori metallici. Classificati cancerogeni per l’uomo (IARC, Gruppo 1, 2018) indipendentemente dal materiale saldato (Cap. 4). |
| HEPA | Filtro ad altissima efficienza classificato secondo la UNI EN 1822. Richiesto dagli allegati regionali come stadio finale nei sistemi con ricircolo in ambiente (Cap. 15 sez. 15.11.3). |
| Isocianati | Composti reattivi presenti nei catalizzatori dei prodotti vernicianti poliuretanici. Potenti sensibilizzanti respiratori: causano asma professionale anche a concentrazioni basse (Cap. 7). |
| LEL / UEL | Limite inferiore e superiore di esplodibilità: intervallo di concentrazione entro il quale una miscela di aria e sostanza infiammabile può esplodere. Sotto il LEL la miscela è troppo povera, sopra l’UEL troppo ricca (Cap. 11). |
| Nebbie oleose | Aerosol di olio generato dalle lavorazioni con lubrorefrigeranti: nebbia vera e propria per via meccanica, fumo per via termica. Le due frazioni richiedono stadi filtranti diversi (Cap. 10). |
| Overspray | Frazione di prodotto verniciante che non si deposita sul pezzo e resta aerodispersa. È ciò che carica i filtri della cabina e determina il consumo di materiale filtrante (Cap. 7). |
| Perdita di carico | Caduta di pressione che l’aria subisce attraversando condotti, cappe e filtri. Cresce con l’intasamento: il suo monitoraggio è il primo indicatore di manutenzione (Cap. 9 e 12). |
| Portata | Volume d’aria movimentato nell’unità di tempo (m³/h). Si calcola come superficie di aspirazione per velocità per 3600 (Cap. 5 e 9). |
| Precipitatore elettrostatico | Abbattitore che carica elettricamente le particelle e le raccoglie su piastre di segno opposto. Usato per nebbie oleose e COV altobollenti; richiede pulizia periodica delle celle (Cap. 10). |
| Pressostato differenziale | Strumento che misura la differenza di pressione a monte e a valle del filtro, segnalando intasamento o rottura del mezzo filtrante. Richiesto dagli allegati regionali nei sistemi con ricircolo (Cap. 12 e 15). |
| Push-pull | Sistema di captazione che combina un getto d’aria immesso da un lato (push) con un’aspirazione sul lato opposto (pull). Usato su vasche larghe e per i vapori pesanti come lo stirene (Cap. 5 e 7). |
| Ricircolo | Reimmissione in ambiente di lavoro dell’aria filtrata invece dell’espulsione all’esterno. Ammesso solo a condizioni stringenti e mai per i cancerogeni (Cap. 3 sez. 3.5.2 e Cap. 15 sez. 15.11.3). |
| Scrubber | Abbattitore ad umido in cui l’aria attraversa un liquido di lavaggio, in torre o tramite venturi. Efficace su gas solubili e polveri, produce un refluo da gestire (Cap. 7). |
| Silice cristallina respirabile | Frazione respirabile di silice libera cristallina, generata da lavorazioni su materiali lapidei, cementizi e da fonderia. È cancerogena e ha un valore limite vincolante (Cap. 6 e sez. 16.3). |
| Stirene | Solvente monomero usato nella laminazione di vetroresina. Ha densità di vapore molto maggiore dell’aria: i vapori scendono verso il pavimento, quindi la captazione va progettata dal basso (Cap. 7). |
| TLV | Threshold Limit Value: valore di riferimento pubblicato dall’ACGIH, associazione tecnico-scientifica statunitense. Non è un valore di legge in Italia (sez. 16.3). |
| Torcia aspirante | Torcia di saldatura con captazione integrata nell’impugnatura. Portate tipiche circa 300 m³/h; ottima efficienza se l’estrazione non disturba il gas di protezione (Cap. 4). |
| Velocità di cattura | Velocità dell’aria che occorre generare nel punto di emissione per vincere il moto dell’inquinante e portarlo nella cappa. Varia da circa 0,25 a oltre 2,5 m/s secondo l’energia di rilascio (Cap. 5). |
| Velocità di trasporto | Velocità minima da mantenere nei condotti perché le particelle non si depositino. Per polveri metalliche si collocano tipicamente sopra i 20 m/s (Cap. 6 e 9). |
| Ventilazione generale | Diluizione degli inquinanti con ricambi d’aria dell’intero ambiente. È complementare, non alternativa, all’aspirazione localizzata (Cap. 9). |
| VLEP | Valore limite di esposizione professionale: concentrazione media ponderata di un agente chimico nella zona di respirazione del lavoratore, riferita a un periodo determinato (D.Lgs. 81/08, Art. 222). È il valore cogente in Italia (sez. 16.3). |
| Zona ATEX | Classificazione di un’area in funzione della probabilità di presenza di atmosfera esplosiva: zone 0, 1, 2 per gas e vapori; 20, 21, 22 per le polveri (Cap. 11). |
| Zona di verniciatura | Postazione o area in cui si applica prodotto verniciante senza che vi sia una cabina ai sensi della UNI EN 16985. È un luogo di lavoro: classificazione ATEX ed eventuale captazione sono a carico del datore di lavoro (Cap. 7 sez. 7.4.1). |
| Sigla | Per esteso | Cosa indica in pratica |
|---|---|---|
| ACGIH | American Conference of Governmental Industrial Hygienists | Associazione statunitense che pubblica i TLV: riferimento tecnico, non normativo in Italia |
| ARPA / ARPAE / ARPAV | Agenzia regionale per la protezione ambientale | Ente che esegue i controlli sulle emissioni e riceve gli esiti degli autocontrolli |
| AUA | Autorizzazione unica ambientale | Titolo unico (DPR 59/2013) che ingloba più autorizzazioni, tra cui quelle alle emissioni |
| DPI / RPD | Dispositivi di protezione individuale / respiratoria | Ultima barriera, mai sostitutiva della captazione alla fonte |
| DVR | Documento di valutazione dei rischi | Dove confluiscono valutazione del rischio chimico e misure adottate |
| IARC | International Agency for Research on Cancer | Agenzia OMS che classifica la cancerogenicità: i fumi di saldatura sono in Gruppo 1 dal 2018 |
| INAIL | Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro | Fonte delle statistiche su infortuni e malattie professionali citate nel Cap. 1 |
| MTD / BAT | Migliori tecnologie disponibili / Best Available Techniques | Riferimento tecnico per la scelta degli impianti di abbattimento |
| NIOSH | National Institute for Occupational Safety and Health | Ente statunitense che pubblica i REL: riferimento tecnico, non normativo in Italia |
| RSPP / ASPP | Responsabile / addetto del servizio di prevenzione e protezione | Figure che gestiscono operativamente la prevenzione in azienda |
| SPISAL / SPSAL / PSAL | Servizio di prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro | Organo di vigilanza dell’azienda sanitaria territoriale |
| STEL | Short Term Exposure Limit | Valore limite riferito a 15 minuti, da non superare mai |
| SUAP | Sportello unico per le attività produttive | Canale attraverso cui si presentano le domande di adesione alle ACG |
| SVHC | Substances of Very High Concern | Sostanze estremamente preoccupanti: la loro presenza esclude il regime delle autorizzazioni generali |
| TWA | Time Weighted Average | Media ponderata su 8 ore, il riferimento standard dei valori limite |
| VLEP | Valore limite di esposizione professionale | Il valore cogente in Italia, fissato negli Allegati XXXVIII e XLIII |
Cosa contiene questa sezione – e cosa non contiene: le tabelle che seguono riportano esclusivamente i valori limite vincolanti nell’ordinamento italiano, cioè quelli fissati dagli Allegati XXXVIII e XLIII del D.Lgs. 81/08. Abbiamo scelto di non affiancare i TLV dell’ACGIH e i REL del NIOSH: sono riferimenti tecnici autorevoli e spesso più restrittivi, ma non sono valori di legge in Italia e la loro presenza in una tabella di consultazione rapida genera equivoci in sede di verifica.
Chi svolge igiene industriale può e talvolta deve considerarli — per esempio quando un inquinante non ha VLEP italiano — ma citandoli sempre per quello che sono, con l’indicazione dell’edizione di riferimento, perché vengono aggiornati e talvolta ritirati ogni anno.
Il VLEP è definito dall’Art. 222 del D.Lgs. 81/08 come il limite della concentrazione media ponderata nel tempo di un agente chimico nell’aria all’interno della zona di respirazione del lavoratore, riferita a un periodo determinato. Tre elementi cambiano completamente il significato del numero:
Gli agenti cancerogeni, mutageni e reprotossici (Titolo IX Capo II, Allegato XLIII) seguono una logica diversa da quella degli agenti chimici pericolosi (Capo I, Allegato XXXVIII): per i primi il rispetto del valore limite non esaurisce gli obblighi, perché restano prioritari la sostituzione e la riduzione al livello tecnicamente più basso possibile.

L’Allegato XLIII è stato integralmente sostituito dal D.Lgs. 4 settembre 2024 n. 135, che ha recepito la direttiva (UE) 2022/431 estendendo la tutela alle sostanze tossiche per la riproduzione. Sono riportate le voci rilevanti per le lavorazioni trattate dalla Wiki.
| Agente | Limite 8 ore | Note e misure transitorie |
|---|---|---|
| Composti di cromo VI (come cromo) | 0,005 mg/m³ | Le misure transitorie (0,010 in generale e 0,025 per saldatura, taglio al plasma e processi analoghi che producono fumi) sono scadute il 17 gennaio 2025: oggi vale 0,005 anche in saldatura |
| Composti del nichel (come nichel) | 0,01 mg/m³ respirabile – 0,05 mg/m³ inalabile | Entrambi i valori si applicano dal 18 gennaio 2025 (prima valeva 0,1 mg/m³ inalabile). Sensibilizzazione cutanea e respiratoria |
| Polvere di silice cristallina respirabile | 0,1 mg/m³ | Frazione respirabile. Il lavoro con esposizione a silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione è anche processo dell’Allegato XLII |
| Polveri di legno duro | 2 mg/m³ | Frazione inalabile; se mischiate ad altre polveri di legno, il limite vale per l’intera miscela |
| Cadmio e composti inorganici | 0,001 mg/m³ | Frazione inalabile. Valore transitorio 0,004 mg/m³ fino all’11 luglio 2027 |
| Berillio e composti inorganici | 0,0002 mg/m³ | Frazione inalabile. Il valore transitorio di 0,0006 mg/m³ è scaduto l’11 luglio 2026: oggi vale il valore pieno |
| Emissioni di gas di scarico dei motori diesel | 0,05 mg/m³ | Misurate come carbonio elementare. Per attività minerarie sotterranee e gallerie il limite si applica dal 21 febbraio 2026 |
| Benzene | 0,66 mg/m³ (0,2 ppm) | Notazione cute. Il valore transitorio di 0,5 ppm è scaduto il 5 aprile 2026 |
| Formaldeide | 0,37 mg/m³ (0,3 ppm) | STEL 0,74 mg/m³ (0,6 ppm). Sensibilizzazione cutanea |
| Monossido di carbonio | 23 mg/m³ (20 ppm) | STEL 117 mg/m³ (100 ppm). Rilevante per gas di scarico in officina (Cap. 8) |
| Piombo inorganico e suoi composti | 0,15 mg/m³ | Vedere il box seguente: la direttiva (UE) 2024/869 abbassa il valore a 0,03 mg/m³ ma non risulta ancora recepita in Italia |
| Miscele di IPA contenenti benzo[a]pirene | nessun valore numerico | In Allegato XLIII con la sola notazione cute: l’assenza di un limite numerico non implica assenza di rischio (Cap. 10) |
Piombo e diisocianati: una norma europea in attesa di recepimento. La direttiva (UE) 2024/869 abbassa il valore limite del piombo inorganico da 0,15 a 0,03 mg/m³ e introduce per la prima volta valori vincolanti per i diisocianati (6 µg NCO/m³ su 8 ore e 12 µg NCO/m³ a breve termine, con valori transitori di 10 e 20 fino al 31 dicembre 2028). Il termine di recepimento era il 9 aprile 2026 e alla data di redazione di questo capitolo non risulta emanato l’atto nazionale; la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione verso l’Italia e altri Stati membri.
In pratica: in Italia restano oggi vincolanti 0,15 mg/m³ per il piombo e nessun VLEP per i diisocianati, ma chi progetta impianti di aspirazione per verniciatura poliuretanica o per lavorazioni con piombo farebbe bene ad anticipare i valori europei — il recepimento è questione di tempo, mentre un impianto dura quindici anni. Verificare l’eventuale pubblicazione del decreto prima di redigere valutazioni del rischio.

L’Allegato XXXVIII raccoglie i valori limite per gli agenti chimici del Titolo IX Capo I; è stato aggiornato più volte (da ultimo dal D.Lgs. 135/2024) recependo gli elenchi europei di valori indicativi. Le voci qui riportate sono quelle che ricorrono nelle lavorazioni della Wiki.
| Agente | Limite 8 ore | Note e valore a breve termine |
|---|---|---|
| Manganese e composti inorganici (come manganese) | 0,2 mg/m³ inalabile 0,05 mg/m³ respirabile | Rilevante per la saldatura di acciai al carbonio e per gli elettrodi rivestiti (Cap. 4) |
| Cromo metallico, composti di cromo (II) e (III) non solubili | 0,5 mg/m³ | Da non confondere con il cromo VI, che ha un limite cento volte più basso ed è in Allegato XLIII |
| Biossido di azoto | 0,96 mg/m³ (0,5 ppm) | STEL 1,91 mg/m³ (1 ppm). Prodotto da saldatura e motori (Cap. 4 e 8) |
| Monossido di azoto | 2,5 mg/m³ (2 ppm) | Nessun valore a breve termine |
| 2-Fenilpropene (alfa-metilstirene) | 246 mg/m³ (50 ppm) | STEL 492 mg/m³ (100 ppm). Da non confondere con lo stirene (CAS 100-42-5), che non ha VLEP italiano – v. nota sotto |
| Xilene (isomeri misti) | 221 mg/m³ (50 ppm) | STEL 442 mg/m³ (100 ppm). Notazione cute |
| Toluene | 192 mg/m³ (50 ppm) | STEL 384 mg/m³ (100 ppm). Notazione cute |
| Acetone | 1210 mg/m³ (500 ppm) | Nessun valore a breve termine |
| Acetato di n-butile | 241 mg/m³ (50 ppm) | STEL 723 mg/m³ (150 ppm). Solvente comune nei prodotti vernicianti |
| 1-Metossi-2-propanolo | 375 mg/m³ (100 ppm) | STEL 568 mg/m³ (150 ppm). Notazione cute |
| n-Esano | 72 mg/m³ (20 ppm) | Presente in alcuni collanti (Cap. 7 sez. 7.8) |
| Stagno (composti inorganici come Sn) | 2 mg/m³ | Rilevante per la saldatura elettronica con leghe di stagno (Cap. 4) |
| Fluoruri inorganici (come F) | 2,5 mg/m³ | Da flussi e rivestimenti degli elettrodi basici |
| Anidride carbonica | 9000 mg/m³ (5000 ppm) | Gas di protezione in saldatura MAG: rischio di accumulo in ambienti confinati |
| Cloruro di metilene (diclorometano) | 175 mg/m³ (50 ppm) | STEL 353 mg/m³ (100 ppm). Notazione cute. Sverniciatori |
| Isocianato di metile | Solo valore a breve termine 0,02 ppm, con notazione cute | |
| Acido cloridrico | 8 mg/m³ (5 ppm) | STEL 15 mg/m³ (10 ppm). Decapaggi e trattamenti superficiali |
| Acido solforico (nebulizzazione) | 0,05 mg/m³ | Frazione toracica. Trattamenti galvanici |
Una precisazione che genera errori ricorrenti: lo stirene (CAS 100-42-5), solvente della laminazione in vetroresina, non ha un VLEP nell’ordinamento italiano. La voce presente nell’Allegato XXXVIII è il 2-fenilpropene, ovvero l’alfa-metilstirene (CAS 98-83-9): sostanza diversa, con valore diverso. Per lo stirene si opera con gli obblighi generali degli Artt. 224-225 e con i riferimenti tecnici internazionali dichiarati come tali; l’IARC lo classifica in Gruppo 2A (probabilmente cancerogeno, monografia 121 del 2019).

Assenza di VLEP non significa assenza di rischio: molti degli inquinanti trattati in questa Wiki non hanno un valore limite proprio. I fumi di saldatura come tali non ne hanno uno complessivo: si valutano attraverso i singoli componenti (cromo VI, nichel, manganese, stagno, gas). Le nebbie oleose non hanno VLEP italiano. Gli IPA compaiono in Allegato XLIII con la sola notazione cute.
In questi casi restano pienamente applicabili gli obblighi generali degli Artt. 224-225 del D.Lgs. 81/08: eliminare o ridurre il rischio alla fonte, con l’aspirazione localizzata come misura prioritaria. Un’esposizione non misurabile rispetto a un limite non è un’esposizione consentita.
Le norme tecniche non sono cogenti di per sé, ma definiscono la regola dell’arte: rispettarle è il modo più semplice per dimostrare di aver adottato le misure adeguate. I testi si acquistano dagli enti di normazione (UNI, CEI); questa Wiki ne cita i contenuti senza riprodurli.
| Codice | Titolo (sintesi) | Dove nella Wiki |
|---|---|---|
| ISO 21904 (parti 1-4) | Salute e sicurezza in saldatura: apparecchiature per la captazione e filtrazione dei fumi | Cap. 4, 5, 12 |
| UNI EN 1822 | Filtri ad alta efficienza (EPA, HEPA, ULPA): classificazione e prove | Cap. 6, 15 |
| UNI EN ISO 16890 | Filtri per la ventilazione generale: classificazione in base al particolato | Cap. 9 |
| UNI 11304-1 | Sicurezza degli impianti di aspirazione e filtrazione: classi M e H | Cap. 6, 11 |
| UNI EN 16985 | Cabine di verniciatura per rivestimenti organici: requisiti di sicurezza | Cap. 7 |
| UNI EN 14175 | Cappe di aspirazione da laboratorio | Cap. 9 |
| UNI EN 1127-1 | Atmosfere esplosive: prevenzione e protezione, concetti fondamentali | Cap. 7, 11 |
| UNI EN 14491 | Sistemi di protezione mediante sfogo dell’esplosione di polveri | Cap. 11 |
| UNI EN 16009 | Dispositivi di sfogo dell’esplosione senza fiamma | Cap. 11 |
| UNI EN 14373 | Sistemi di soppressione dell’esplosione | Cap. 11 |
| UNI EN 16447 / 15089 | Valvole di isolamento a clapet / sistemi di isolamento dell’esplosione | Cap. 11 |
| UNI EN ISO 80079-36/37 | Atmosfere esplosive: apparecchi non elettrici | Cap. 11 |
| CEI EN IEC 60079-10-1 | Classificazione dei luoghi con atmosfere esplosive per gas e vapori | Cap. 7, 11 |
| CEI EN 60079-10-2 | Classificazione dei luoghi con polveri combustibili | Cap. 7, 11 |
| UNI EN ISO 5801 | Ventilatori industriali: prove di prestazione su circuito normalizzato | Cap. 9 |
| UNI 10339 | Impianti aeraulici per la climatizzazione: requisiti (comfort, non processo) | Cap. 9 |
| UNI EN 15259 | Emissioni: requisiti per sezioni e siti di misura, obiettivi e piano di misura | Cap. 3, 15 |
| UNI EN 10169 (rif. storico) | Ubicazione dei punti di prelievo, richiamata dagli allegati regionali | Cap. 3, 15 |
| UNICHIM 158/1988 | Strategia di campionamento delle emissioni convogliate | Cap. 3, 15 |
| UNI 7972 | Impianti di aspirazione: terminologia e definizioni | Cap. 9, 16 |
| Atto | Oggetto | Dove nella Wiki |
|---|---|---|
| D.Lgs. 81/08 Titolo IX Capo I | Protezione da agenti chimici; Art. 224-225 (misure di prevenzione, aspirazione alla fonte) | Cap. 2, tutti |
| D.Lgs. 81/08 Titolo IX Capo II | Agenti cancerogeni, mutageni e reprotossici (Art. 233-245) | Cap. 2, 4, 6 |
| D.Lgs. 81/08 Titolo XI | Protezione da atmosfere esplosive; Art. 293-294 (classificazione zone, documento) | Cap. 7, 11 |
| D.Lgs. 81/08 All. XXXVIII e XLIII | Valori limite di esposizione professionale (come sost. da D.Lgs. 135/2024) | Cap. 16 sez. 16.3 |
| D.Lgs. 135/2024 | Recepimento dir. (UE) 2022/431: estensione ai reprotossici, nuovi valori limite | Cap. 16 sez. 16.3 |
| D.Lgs. 152/06 Parte V | Emissioni in atmosfera: Art. 269 (ordinaria), 271 (limiti), 272 (deroga), 275 (COV) | Cap. 3, 15 |
| DPR 59/2013 | Autorizzazione unica ambientale e autorizzazioni generali statali (Allegato I) | Cap. 3, 15 |
| Direttiva 2006/42/CE | Direttiva Macchine: le cabine di verniciatura sono macchine | Cap. 7 |
| Direttiva 2014/34/UE | ATEX prodotti: categorie di apparecchiature per zone esplosive | Cap. 7, 11 |
| Direttiva 1999/92/CE | ATEX luoghi di lavoro: obblighi del datore di lavoro | Cap. 7, 11 |
| Direttiva (UE) 2024/869 | Nuovi limiti per piombo e diisocianati (non ancora recepita in Italia) | Cap. 16 sez. 16.3.2 |
| Atti regionali (ACG/AVG) | Allegati tecnici per le attività in deroga, variabili per territorio | Cap. 15 (tabella 15.12) |
| Se il tuo problema è… | Vai al capitolo |
|---|---|
| Non so da dove cominciare / devo convincere la direzione | Cap. 1 (introduzione e costi nascosti), Cap. 13 (guida alla scelta) |
| Devo capire quali obblighi ho come datore di lavoro | Cap. 2 (quadro normativo) |
| Devo autorizzare o rinnovare un punto di emissione | Cap. 3 (emissioni in atmosfera), Cap. 15 (normative regionali) |
| Ho fumi di saldatura da captare | Cap. 4 (fumi di saldatura), Cap. 5 (tecniche di captazione) |
| La cappa c’è ma non aspira abbastanza | Cap. 5 (velocità di cattura, decadimento), Cap. 12 (verifiche) |
| Ho polveri di molatura o carteggiatura | Cap. 6 (polveri), Cap. 11 se le polveri sono combustibili |
| Verniciatura, incollaggi, sigillature, COV | Cap. 7 (verniciatura, incollaggi e sigillature) |
| Gas di scarico in officina | Cap. 8 (gas di scarico) |
| Ricambi d’aria, caldo in reparto, ventilatori | Cap. 9 (ventilazione industriale) |
| Nebbie oleose da CNC e rettifica | Cap. 10 (nebbie oleose) |
| Rischio incendio o esplosione nell’impianto | Cap. 11 (rischio incendio ed esplosione) |
| Manutenzione, filtri, verifiche periodiche | Cap. 12 (monitoraggio e manutenzione) |
| Devo scegliere tra più soluzioni o valutare un’offerta | Cap. 13 (guida alla scelta) |
| Voglio vedere applicazioni concrete | Cap. 14 (scenari applicativi) |
| Non conosco un termine o una sigla | Cap. 16 (questo capitolo, sez. 16.1 e 16.2) |
Dieci modi collaudati per usare male i numeri e le parole di questa Wiki.
La morale: un glossario e una tabella di valori limite non sostituiscono la valutazione del rischio: servono a farla con le parole giuste e con i numeri vigenti. Il valore corretto è sempre quello del testo normativo aggiornato alla data in cui stai lavorando, riferito alla frazione giusta e misurato nella zona di respirazione del lavoratore.
Questo capitolo non vende nulla: raccoglie definizioni e valori. Ma se la lettura ti ha fatto venire un dubbio su un’installazione esistente — una portata che non torna, un filtro senza pressostato, un’aspirazione dimensionata su un limite ormai superato — il nostro ufficio tecnico può aiutarti a fare il punto.
Per orientarti tra le soluzioni per lavorazione, il percorso più rapido è l’indice analitico della sez. 16.7.
I valori limite riportati sono quelli vigenti in Italia alla data di redazione di questo capitolo (agosto 2026) e includono misure transitorie con scadenze già fissate. Prima di usarli in una valutazione del rischio, verificare il testo aggiornato degli Allegati XXXVIII e XLIII del D.Lgs. 81/08 e l’eventuale recepimento della direttiva (UE) 2024/869.
I limiti alle emissioni in atmosfera, che sono cosa diversa dai valori limite di esposizione professionale, variano inoltre per regione e provincia: si veda il Cap. 15.
Sono due mondi diversi. Il valore limite di esposizione professionale (VLEP) riguarda l’aria che respira il lavoratore, si misura nella sua zona di respirazione in mg/m³ e nasce dal D.Lgs. 81/08. Il limite di emissione riguarda l’aria che esce dal camino, si misura in mg/Nm³ su effluente normalizzato e nasce dal D.Lgs. 152/06 e dagli allegati regionali. Un impianto può rispettare il camino ed esporre comunque i lavoratori, e viceversa.
Perché non sono valori di legge in Italia e affiancarli in tabella genera confusione in sede di verifica: capita di veder contestare il rispetto di un TLV come se fosse cogente, o di veder usato un TLV più permissivo al posto del VLEP italiano. I TLV restano utili nell’igiene industriale, soprattutto dove manca un valore italiano, ma vanno citati come riferimento tecnico e con l’anno di edizione, perché vengono rivisti e talvolta ritirati.
No. Gli obblighi degli Artt. 224 e 225 del D.Lgs. 81/08 restano pieni: eliminare il rischio o ridurlo al minimo, con l’aspirazione localizzata come misura prioritaria. Per i cancerogeni l’obbligo è ancora più stringente, perché il rispetto del valore limite non esaurisce il dovere di riduzione al livello tecnicamente più basso possibile.
Ha recepito la direttiva (UE) 2022/431, estendendo la disciplina degli agenti cancerogeni e mutageni anche alle sostanze tossiche per la riproduzione, e ha sostituito integralmente gli Allegati XXXVIII e XLIII. Per chi si occupa di aspirazione, gli effetti pratici più rilevanti sono la scadenza delle misure transitorie su cromo VI e nichel nel gennaio 2025, che ha reso molto più severi i valori applicabili alla saldatura.
La sez. 16.1 riporta il significato operativo dei termini più usati. I casi in cui la parola sbagliata nasconde un problema reale sono soprattutto tre: “cabina” usato per una postazione aperta (Cap. 7 sez. 7.4.1), “filtro assoluto” senza indicazione della classe UNI EN 1822, e portate dichiarate senza specificare se sono a filtro nuovo o a filtro sporco (Cap. 13).
Gli atti alla base di questo capitolo; gli elenchi completi sono nelle sezioni 16.4 e 16.5.
| Codice | Titolo | Anno | Rilevanza |
|---|---|---|---|
| D.Lgs. 81/08 All. XXXVIII | Valori limite di esposizione professionale – agenti chimici | 2008 | Sez. 16.3.3 |
| D.Lgs. 81/08 All. XLIII | Valori limite – cancerogeni, mutageni e reprotossici | 2008 | Sez. 16.3.2 |
| D.Lgs. 135/2024 | Recepimento dir. (UE) 2022/431: sostituzione degli allegati | 2024 | Sez. 16.3 |
| Dir. (UE) 2024/869 | Valori limite per piombo e diisocianati | 2024 | Sez. 16.3.2 |
| D.Lgs. 81/08 Art. 222 | Definizione di valore limite di esposizione professionale | 2008 | Sez. 16.3.1 |
| D.Lgs. 81/08 Artt. 224-225 | Misure di prevenzione e protezione, aspirazione alla fonte | 2008 | Sez. 16.3.3 |
| UNI 7972 | Impianti di aspirazione – terminologia e definizioni | Sez. 16.1 |
Hai suggerimenti, segnalazioni o domande? Questa Wiki è un progetto in evoluzione. Se un termine che cercavi manca dal glossario, o se un valore limite è stato aggiornato dopo la pubblicazione, segnalacelo: il glossario cresce con le domande dei lettori.
Compila il form: secureair.it/wiki-segnalazioni/
I contenuti della SecureAir Wiki sono offerti gratuitamente a scopo informativo e divulgativo. Le informazioni tecniche e i riferimenti normativi sono aggiornati alla data di pubblicazione e non sostituiscono la consulenza di professionisti abilitati né la verifica dei testi normativi vigenti. I valori limite riportati nella sez. 16.3 non sostituiscono la lettura del testo ufficiale degli allegati.
© 2026 SecureAir — www.secureair.it. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale, di testi, tabelle e immagini senza autorizzazione scritta.
Compila il modulo sotto per richiedere un preventivo via email, concordare condizioni particolari o chiarimenti tecnici